E’ doveroso innanzi tutto fare una precisazione sulla terminologia: si sente spesso parlare di ippoterapia e molto raramente di riabilitazione equestre ma in realtà nel termine riabilitazione equestre sono comprese entrambe. Per ippoterapia si devono intendere, infatti, tutti gli interventi che sono di competenza e di ambito strettamente sanitario (tecniche di rilassamento muscolare, esercizi posturali, metodi di indagine e stimolazione psico-intellettiva, ecc.) e che sono rivolti a persone con disabilità medio-grave, mentre la riabilitazione equestre è rivolta a chi ha una disabilità più lieve e può pertanto trarre beneficio non solo dagli aspetti terapeutici degli interventi ma anche da quelli più ludici, ricreativi, socio-relazionali. Per questo motivo la riabilitazione, a differenza dell’ippoterapia, può competere anche ad operatori dell’area ludico-ricreativa, non solo a quelli sanitari.
La riabilitazione equestre, intesa nel suo complesso, è una terapia che può essere impiegata a supporto delle terapie tradizionali per potenziare le abilità e l’autonomia delle persone affette da disabilità e per migliorare la loro qualità della vita. La peculiarità di questo metodo è data non tanto dall’animale in sé ma dal ruolo che esso riveste, ossia dalla sua capacità di essere un facilitatore, un promotore del cambiamento nella persona. Questo significa che il cavallo funge da mediatore, da tramite tra la persona disabile ed il terapeuta, facilitando la relazione, la comunicazione, la collaborazione tra loro. L'obiettivo della riabilitazione equestre infatti è far sì che il terapeuta possa aiutare la persona disabile a sviluppare le proprie risorse psico-fisiche, ad affrontare e superare le proprie debolezze, a raggiungere maggior autonomia ed indipendenza, a migliorare l’integrazione nell’ambiente sociale ed a rafforzare l’autostima.
I destinatari della riabilitazione equestre sono:
• tutte le persone affette da disturbi neuromotori come spasticità, difficoltà di coordinazione, distonia, problemi legati all’equilibrio, esiti di paralisi cerebrale infantile (pci), sclerosi multipla, emiparesi o tetraparesi, emiplegia o tetraplegia, esiti di traumi cerebrali, ecc.
• persone che presentano disturbo o ritardo dell’attenzione, della comprensione, del linguaggio, disturbi del comportamento (disturbi alimentari, tossicodipendenza, ecc..), disturbi della percezione corporea, della memoria;
• sindrome di Down, autismo, iperattività, ritardo dello sviluppo psico-motorio, disturbi d’ansia, disturbi psichiatrici, disturbo generalizzato dello sviluppo;
• persone anziane, per le quali è indicata come terapia volta alla stimolazione delle capacità residue e come attività motoria e ricreativa.
Si propone inoltre come attività ludica e sportiva per persone disabili che già possiedono sufficiente autonomia e le necessarie abilità psicomotorie.
Effetti della Riabilitazione Equestre
• Effetti di tipo neuromotorio:
rottura degli schemi patologici, acquisizione di schemi motori funzionali, rilassamento e regolazione del tono muscolare, equilibrio e controllo posturale, coordinazione;
• effetti nella sfera cognitiva ed intellettiva:
percezione sensoriale e dello schema corporeo statico e dinamico, capacità di organizzazione spazio-temporale, lateralizzazione, esame di realtà, miglioramento delle capacità attentive, di memoria, di ragionamento, di calcolo e di problem solving, rafforzamento delle capacità decisionali e della creatività, sviluppo della comunicazione verbale e non verbale;
• effetti di carattere emotivo e relazionale:
accrescimento dell’autostima, dell’autocontrollo e della fiducia di sé, riduzione dell’impaccio motorio e delle manifestazioni reattive nei rapporti interpersonali, con conseguente facilitazione dell’integrazione sociale.
L’Equipe ed i consulenti:
Dott.ssa Ilenia Tonetto: Psicologa, specializzata in Riabilitazione Equestre presso l’A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre) ed in Interventi Assistiti dagli Animali (I.A.A.); iscritta all’Ordine degli Psicologi del Veneto, svolge la sua attività come terapista della Riabilitazione equestre e degli Interventi assistiti dai cani.
Serena Belli: Istruttore di Equitazione II liv. F.I.S.E.(Federazione Italiana Sport Equestri),animatrice pony F.I.S.E., specializzata in Riabilitazione Equestre presso l' A.N.I.R.E.
L’equipe operativa, composta da psicologa e tecnico di equitazione, entrambe specializzate in riabilitazione equestre, si avvale della consulenza periodica di un fisioterapista.
Progettazione e svolgimento delle attività:
L’equipe crea per ciascun utente un progetto individualizzato, basato sulle abilità che la persona già possiede, sulle sue potenzialità e sugli obiettivi auspicati dai familiari e dagli specialisti invianti.
Periodicamente (circa ogni 3 mesi) l’equipe verifica l’andamento del percorso di ogni utente, esaminando i risultati raggiunti e le difficoltà che permangono e, sulla base di questi, decide come far proseguire il progetto, apportando delle variazioni ove ritenuto opportuno.
Le sedute di riabilitazione prevedono due tipi di attività: a terra ed in sella.
Le attività a terra hanno lo scopo di migliorare la capacità di organizzazione, la coordinazione motoria e offrono un’importante esperienza affettiva, dal momento che consistono principalmente nella cura e nell’accudimento del cavallo: pulirlo e pettinarlo, fargli indossare i finimenti, dargli da mangiare, accarezzarlo. La gestione del cavallo da terra è un’attività complessa che permette alla persona di conseguire diverse abilità: interiorizzare lo schema corporeo proprio e del cavallo, concentrarsi su precise consegne da svolgere ed eseguirle nella sequenza corretta, coordinare i propri movimenti, imparare a mettersi in relazione con un essere vivente (il cavallo) che ha caratteristiche, comportamenti ed esigenze particolari e diverse da quelle dell’uomo.
Le attività a cavallo, invece, eseguite in sella, consentono di intervenire sia a livello motorio sia a livello psico-relazionale.
A livello fisico-motorio possiamo affermare che il movimento del cavallo induce rilassamento, permette di ottenere maggior equilibrio e l’acquisizione di una postura corretta, migliora il tono muscolare e la coordinazione; a livello psico-relazionale il cavallo funge da mediatore della relazione tra terapista e utente e promuove, in senso positivo, il cambiamento e la disponibilità della persona di accettare quanto viene proposto durante le sedute.
La frequenza delle sedute generalmente è di una volta alla settimana ma, a seconda delle esigenze del soggetto e delle richieste dei famigliari, può essere concordata una frequenza maggiore.
Le sedute possono essere individuali o in piccoli gruppi di 2 o 3 persone al massimo; ogni percorso inizia con sedute individuali e successivamente l’equipe valuta l’eventualità e l’opportunità o meno di inserire l’utente in sedute di gruppo.
Requisiti per la partecipazione
• certificato del medico curante che attesti l'assenza di controindicazioni alla partecipazione alle sedute di riabilitazione equestre;
• iscrizione al Circolo con relativa copertura assicurativa;
• abbigliamento comodo;
• vaccinazione antitetanica.


